È stato un immenso piacere curare e presentare a Bologna, alla Galleria De Marchi, “Introspection”, la prima mostra personale in Italia dell’artista giapponese Shihoko Moritani. Dal primo momento in cui ho visto i suoi quadri, sono stata attratta dalla forza pittorica ed espressiva, raccogliendo l’invito dell’autrice ad “andare in profondità” oltre quei segni volutamente essenziali e minimali.
L’approccio pittorico di Moritani induce ad andare oltre il soggetto per inoltrarsi in una realtà più profonda. L’artista attinge a stati emotivi molto forti e ad una continua auto-analisi ed introspezione interiore, spesso conseguenza di eventi contemporanei destabilizzanti a cui si susseguono momenti più sereni e armonici.
Questa mostra ha presentato una parte del prolifico percorso pittorico di Shihoko Moritani dal 2012 agli anni più recenti, soffermandoci sui suoi “Glasses” del 2016 che segnarono la nostra prima collaborazione.
Il vigore espressivo di Moritani si basa sui suoi segni pittorici marcati, delineando contorni di visi quasi geometrici, sempre essenziali e minimali. L’uso del colore –giallo, blu, nero in particolare – crea una forza emotiva che raggiunge lo sguardo dell’osservatore con grande energia.
All’interno di “Introspection”, quadri particolarmente drammatici si sono affiancati ad altri più sereni, proiezione degli stati d’animo di Moritani e del suo bisogno di trasportarli sulla tela con forza, sincerità ed immediatezza, mettendo in gioco la sua personalità artistica ed umana, i suoi sogni, la sua memoria e la sua autoanalisi.
Paola Trevisan



























